Shock anafilattico: Cause, sintomi e cura

Shock anafilattico: Cause, sintomi e cura. Il cosiddetto shock anafilattico è una grave reazione allergica a rapida insorgenza che può causare la morte. Provoca generalmente una lunga serie di sintomi, tra cui: prurito, gonfiore “edema” della gola, degli occhi e bassa pressione sanguigna. Le cause più comuni sono punture di insetti, alimenti e alcuni farmaci. Il medico diagnosticherà lo shock anafilattico sulla base dei sintomi e dei segni che si presentano. Il trattamento primario è l’iniezione di adrenalina e a seguire cortisone e antistaminici.

Il termine anafilassi deriva dal greco. Qui di seguito cercheremo di capire quali siano i segni e i sintomi di uno shock anafilattico. Chi ne è colpito, deve essere “soccorso” immediatamente. Lo shock anafilattico ha un esordio molto rapido in media si presenta nei primi 5-30 minuti fino ad arrivare a 2 ore in caso di anafilassi da alimenti. Le zone del nostro corpo più comuni colpite dall’anafilassi sono:

Shock anafilattico sintomi

1) Pelle (80-90 % dei casi): I sintomi che affliggono la pelle tipicamente includono un orticaria generalizzata, prurito, arrossamento e gonfiore dei tessuti colpiti. Molte persone descrivono una sensazione di forte bruciore della pelle. Il Gonfiore della lingua e della gola si verifica in un alta percentuale dei casi. Altre caratteristiche possono includere un naso che cola e gonfiore degli occhi con arrossamento. La pelle ha un colorito generalmente violaceo per la bassa percentuale di ossigeno in circolazione.

2) Vie respiratorie (70% dei casi): I sintomi respiratori e i segni che possono essere presenti nelle condizioni respiratorie includono una marcata mancanza di respiro, sibili e stridore. La dispnea è in genere causata da spasmi dei muscoli bronchiali mentre lo stridore è legato alle vie aeree superiori per via del gonfiore che blocca il flusso di ossigeno nei polmoni. Si possono altresì verificare raucedine, dolore nella deglutizione, tosse e gravi attacchi di asma.

3) Gastro-intestino (30-45% dei casi): I sintomi gastrointestinali includono crampi addominali, diarrea e vomito. Si può avere una perdita di controllo della vescica o dolore pelvico simile a quello dei crampi uterini.

4) Cuore e vasi sanguigni (10-45% dei casi): In caso di Shock anafilattico si può avere uno spasmo coronarico con conseguente infarto del miocardio. Lo spasmo coronarico è legato alla presenza di istamina che viene rilasciata nelle cellule del cuore. E’ spesso presente una frequenza cardiaca veloce detta “tachicardia” causata dalla bassa pressione sanguigna. Il calo della pressione sanguigna può causare vertigini con conseguente perdita di coscienza.

5) Sistema nervoso centrale (10-15% dei casi): La dilatazione dei vasi sanguigni intorno al cervello può causare mal di testa. Una sensazione di ansia o di “morte imminente” è stata descritta da moltissimi pazienti. Non mancano anche gli attacchi di panico che non faranno altro che peggiorare sistematicamente la situazione.

Shock anafilattico

Quali sono le cause delle Shock Anafilattico? 
Lo shock anafilattico si può verificare in risposta a quasi tutte le sostanze estranee che entrano in contatto con il nostro sistema immunitario. Esistono però alcune sostanze più comuni tra cui:

1) Veleno da punture di insetti: Api, Vespe, Calabroni ma anche formiche rosse e altri insetti. Gli insetti descritti qui sopra sono molto pericolosi e chi ha allergia alle punture d’insetto, è obbligatorio avere sempre con se la famosa Epipen *penna che rilascia adrenalina* “Epinefrina” auto-iniettabile.
2) Alimenti: Noci, nocciole, arachidi, uova, crostacei, frutti di mare, latte, grano sono alcuni alimenti che possono causare shock anafilattico in alcuni soggetti. Esistono anche altri alimenti più o meno comuni che possono causare anafilassi.
3) Farmaci: Antibiotici tra qui le penicilline, aspirina e cortisone “FANS” ma anche alcuni farmaci da banco possono provocare shock anafilattico in soggetti ipersensibili e dunque, oltre la consultazione con il proprio medico curante e allergologo, si consiglia di leggere prima dell’assunzione il bugiardino che viene fornito con qualsiasi farmaco approvato dal ministero della salute. Si sconsiglia sempre e in ogni caso, l’acquisto di farmaci di dubbia provenienza.
4) Altro: Esistono anche alcuni fattori fisici che possono provocare shock anafilattico ma anche, agenti biologici come il lattice, gli additivi alimentari, il polline delle piante in quantità molto elevate e in soggetti sensibili, il glutammato monosodico, i coloranti usati spesso dall’industria alimentare, sostanze irritanti, vapori tossici, anestesie, vaccini.

Quali sono i fattori di rischio? Le persone che hanno l’asma, l’eczema, la rinite allergica perenne o stagionale risultano essere ad alto rischio di anafilassi. Più lungo è il tempo trascorso dall’ultima esposizione all’agente in questione e minore è il rischio di avere uno shock anafilattico. Se per esempio un ape ci punge oggi per la prima volta, difficilmente avremo un anafilassi. Se per esempio un altra ape nel giro di una settimana ci punge nuovamente, si può avere quasi sicuramente uno shock anafilattico.

L’anafilassi dunque è una reazione allergica grave a rapida insorgenza ed è diagnosticata sulla base di segni e sintomi che una persona ha. Esistono alcuni esami da effettuare per togliersi qualsiasi dubbio. Tra questi test troviamo:

1) Test cutaneo “Prick Test”: Con tale indagine denominata Prick Test si fa entrare in contatto una minima quantità di allergene con la cute del paziente e con l’ausilio di particolari lancette con punte molto piccole. Se il Paziente ha anticorpi IgE attivi contro un determinato allergene, si osserverà una reazione di gonfiore localizzato con marcato prurito in corrispondenza della sostanza a cui si è allergici.

2) Patch test: Il patch test è un test allergologico utilizzato per determinare se una sostanza specifica provoca infiammazione allergica della cute. E’ indicato effettuare questo tipo di esame in presenza di eczema da sospetta dermatite allergica da contatto ma anche da alimenti e veleni.

3) RAST test: Analisi del sangue per la ricerche di IgE “Le immunoglobuline E (IgE) sono un tipo di anticorpi coinvolti nella risposta immunitaria dell’organismo umano”. Questo tipo di esame può essere utile per confermare allergie alimentari da latte, uova, arachidi, noci, frutti di mare etc.

Come si previene lo Shock Anafilattico? Si raccomanda di evitare tutti i fattori che possono scatenare l’anafilassi. In molti casi un rimedio molto efficiente è la desensibilizzazione che viene eseguita dal proprio allergologo in ambiente ospedaliero. L’immunoterapia orale può essere efficace a desensibilizzare alcune persone che hanno allergie a determinati prodotti alimentari.

Come si cura lo Shock Anafilattico? L’anafilassi è una emergenza medica che richiedi misure di rianimazione quali adrenalina, antistaminici, steroidi “desametasone” la gestione delle vie aeree, ossigeno supplementare, grandi volumi di fluidi per via endovenosa e stretta sorveglianza. Una persona a rischio di shock anafilattico dovrebbe avere con se un auto-iniettore denominato “EpiPen” contenente una sostanza denominata Epinferina. Per maggiori informazioni sull’EpiPen e sul suo utilizzo è obbligatoria la consultazione con il proprio medico curante.




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