Proprietà e benefici Fave



Proprietà e benefici Fave: A chi non piace la Fava? Le meravigliose e umili fave sono baccelli di colore verde chiaro ricchi di “semi” verdi al loro interno. La Fava è una delle leguminose più antiche nelle regioni dell’Asia Minore e del Mediterraneo (Sopratutto Italia). A differenza dei fagiolini verdi in cui i baccelli immaturi vengono mangiati, le fave possiedono una spessa copertura porosa all’interno (Non commestibile) che viene generalmente sgusciata per estrarre i grandi semi commestibili che si trovano all’interno. Possono essere facilmente coltivati in qualsiasi orticello domestico senza particolari problemi. Botanicamente parlando la fava appartiene alla famiglia delle Fabaceae (Sottospecie leguminose). Genere: Vicia. Nome scientifico: Vicia faba.

Fave

La pianta è piccola e glabra, con fusto eretto che può raggiungere un altezza di 6 metri. I fiori sono di colore rosa-bianco a grappolo, escono i primi fiori dopo circa cinque mesi dopo la semina che avviene generalmente a novembre per la festa dei santi. Le api in primavera svolgono un ruolo molto importante di impollinazione. Ogni baccello contiene dai 4 ai 12 semi succosi e carnosi molto teneri e abbastanza acquosi. A volte possiamo trovare baccelli contenente solamente un seme a forma di fagiolo ma molto più grande!

Pianta di Fave

Le fave sono molto ricche di proteine ​​ed offrono una vera carica di energia proprio come i fagioli e le lenticchie. 100 g di Semi di Fava contengono 341 calorie. I Semi, sono altrettanto ricchi di importantissimi antiossidanti, vitamine, minerali e sopratutto steroli vegetali (Ultimamente si sente sempre più spesso nominare in televisione i famosi steroli vegetali nelle pubblicità della danacol). Gli steroli vegetali sono in grado di diminuire il colesterolo in un individuo. A favore di questa tesi ci sono moltissime ricerche scientifiche che confermano la potenza dei steroli vegetali nello svolgere il loro ottimo lavoro di diminuzione del colesterolo.

Sono ricchissimi di fibra alimentare solamente 100 g ci donano una copertura del 66% dell’RDA giornaliero di cui abbiamo bisogno. Agiscono in modo efficace come lassativo in grado di diminuire il tempo di esposizione a sostanze tossiche ferme per molto tempo nel colon e nell’intestino. La Fibra alimentare è in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue riducendo il riassorbimento del colesterolo e questo è molto interessante perchè la combinazione fibre + steroli è praticamente una mossa vincente.

Marius PicTabella nutrizionale Fave

Qui sopra possiamo dare uno sguardo alla tabella nutrizionale relativa a 100 grammi di fave.

Sono molto ricche di fitonutrienti come isoflavoni (genisteina e daidzeina) e steroli. Alcuni studi sembrano confermare una prevenzione del “cancro al seno” in animali da laboratorio. I fitosteroli, in particolare ß-sitosterolo, aiuta a ridurre come detto precedentemente i livelli di colesterolo nel corpo.

Le fave contengono Levo-dopa o L-dopa, un precursore di alcune cellule neurali nel cervello come la dopamina e l’adrenalina. La dopamina nel cervello è associata al buon funzionamento dei movimenti del corpo.
Quando le Fave sono molto fresche sono una fonte eccellente di Acido Folico. Presente anche la famosa vitamina B12 che è una delle vitamine essenziali per la sintesi del DNA e la corretta divisione cellulare.

Inoltre, le fave sono una delle migliori fonti di minerali come ferro, rame, manganese, calcio, magnesio. Con la presenza di ben 1062 mg di potassio, possiamo confermare che tra le verdure detiene uno dei più alti contenuti di questo prezioso minerale. Il Potassio è un elettrolita importante che regola i fluidi corporei all’interno delle cellule. Aiuta a contrastare gli effetti negativi del sodio aiutando il cuore e abbassando la pressione sanguigna.

Attenzione: Molte persone sono allergiche alle fave La carenza di G6PD (glucosio-6-fosfato deidrogenasi) è strettamente legata al favismo, una manifestazione clinica caratterizzata da una crisi emolitica in risposta al consumo di fave. Il termine “favismo” è stato impiegato anche per indicare la carenza di questo enzima.