Karl Landsteiner: Lo scienziato dei gruppi Sanguigni

Karl Landsteiner: Lo scienziato dei gruppi Sanguigni. Karl Landsteiner fu un biologo austriaco, famoso per aver scoperto, nel 1900, i gruppi sanguigni umani A, B, AB e 0. Grazie alle sue scoperte, le donazioni di sangue furono rese più efficienti e sicure, riducendo il rischio di incompatibilità tra donatore e ricevente. Le sue ricerche trovarono un riscontro pratico a partire dal 1907 in poi e la trasfusione di sangue, resa possibile proprio dai risultati dello scienziato, fu determinante per salvare un gran numero di vite durante il corso della prima guerra mondiale.

Inoltre, dato che il sangue è, per definizione, un tessuto, la donazione viene considerata come il primo trapianto riuscito nella storia della medicina. Per la devozione allo studio e per i risultati ottenuti in campo medico, Landsteiner fu premiato, nel 1930, con il Nobel per la medicina e la fisiologia. Landsteiner si dedicò anche all’insegnamento, tenendo la cattedra di patologia all’università di Vienna, per ben dieci anni a partire dal 1909. In seguito, il biologo si trasferì negli Stati Uniti, nei quali condusse ulteriori ricerche in ambito istologico all’Istituto di ricerche mediche Rockefeller, a New York.

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I suoi contributi allo sviluppo della biologia e della medicina sono stati molti e vengono ricordati ancora oggi per le loro importanti applicazioni pratiche. Di seguito vedremo quali sono state le sue scoperte che hanno lasciato maggiormente il segno. Il 14 giugno 2018 si festeggia il suo 150 esimo anniversario dalla sua morte.

1) Scoperta dei gruppi sanguigni e il test di paternità: A partire dai primi anni del Novecento, Landsteiner si concentrò sul fenomeno dell’agglutinazione. L’agglutinazione si manifesta al contatto del sangue di due esseri umani diversi. Riducendo ai minimi termini il fenomeno, si può dire che nel sangue sono presenti degli anticorpi caratteristici del gruppo sanguigno a cui si appartiene; questi anticorpi contrastano quelli degli altri gruppi sanguigni, causando la solidificazione del sangue. La teoria, prima degli sviluppi apportati da Landsteiner, identificava il solidificarsi come una malattia, senza collegarla direttamente alle diversità del sangue. In seguito a delle osservazioni, supportate ovviamente da esperimenti, lo scienziato arrivò alla conclusione che i tratti salienti del sangue sono ereditari. Il primo risultato fu l’introduzione del test di paternità, ma Landsteiner non si fermò qui e continuò le sue ricerche. Il passo successivo fu quello di distinguere i principali tipi di sangue, i cosiddetti gruppi sanguigni. Il biologo distinse le quattro categorie a noi note, fatto che fu molto importante per migliorare e rendere più sicure le trasfusioni.

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2) La scoperta del fattore Rh: Nel 1940, dopo essersi trasferito a New York, Landsteiner identificò, con l’aiuto dell’immunologo Alexander Wiener, il noto fattore sanguigno Rh. La scoperta avvenne sui globuli rossi di una specie di macachi, i Macacus rhesus. Rh si trova in oltre l’85% delle persone, che vengono classificate come Rh positivi o Rh negativi, a seconda della presenza o meno del fattore.




Rh condiziona pesantemente la compatibilità sanguigna, fornendo importanti informazioni per un aumento ulteriore della sicurezza durante le trasfusioni. In particolare, grazie a questa scoperta, Landsteiner fu in grado di dare una spiegazione dell’origine della malattia emolitica dei neonati, molto diffusa nel Novecento e provocatrice di molte morti nel secolo scorso.

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3) L’identificazione del virus della poliomielite: La poliomielite è stata una delle malattie infantili più diffuse e letali della prima metà del Novecento. Già nel 1840, Jakob Heine la identificò come una malattia, pur non riuscendo a capire quale fosse il virus che la provocasse. La questione venne risolta solo 68 anni dopo, quando Landsteiner mise in luce un modo per studiarla. Iniettando nelle scimmie un liquido ricavato dal midollo spinale dei bambini ammalati di poliomielite, lo scienziato dimostrò l’origine virale della malattia; tale scoperta fu fondamentale per il successivo sviluppo di un vaccino, che permise l’eradicazione pressoché totale del virus.

Conclusione: Tristemente la fine di un uomo di scienza come Karl Landsteiner è avvenuta all’età di 75 anni per un attacco cardiaco. Il mondo ha perduto ancora una volta uno dei suoi più grandi scienziati. Da quello che si legge su alcune riviste è il fatto che Karl fosse una persona pessimista abbastanza “isolata” nel suo campo e non aveva tanti rapporti con la gente. Preferiva starsene da solo e studiare la sua “scienza” che oggi, gli deve molto.




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